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Sulemani!

Sulmuro #1 – Cio che si fa per amore…

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Ho sempre avuto una grande passione per le scritte sui muri. Le fotografo da anni. Mi sono sempre detto: quando ti apri un blog ci devi fare una sezione. Ed eccola qua: il nome lo so da tempo: Sul Muro. Comincio con questa. Foto scattata su un muro di San Lorenzo, a Roma, esattamente alle 2 del mattino del primo gennaio del 2013.

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ps: chi ha foto di scritte sui muri da segnalarmi, me le mandi a federicomello CHIOCCIOLA gmail.com, non mancherà citazione

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Written by federicomello

April 11, 2013 at 5:58 pm

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Ma in Egitto i comici finiscono in carcere

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«Possiamo dire che in Italia è in corso una rivoluzione come in Egitto, forse più grande di quella?». «Assolutamente sì, perché in Egitto forse rimpiangono Mubarak?». Questa la risposta data da Beppe Grillo in un’intervista a Metro.

A Beppe, sempre bravo nei suoi proclami, andrebbe però ricordato come è andata a finire la “Primavera araba” in Egitto. Gli interesserebbe sapere, magari, che la nuova Costituzione egiziana, promulgata (dopo un referendum molto contestato) nel dicembre del 2012 dal presidente Morsi, legato ai Fratelli Mussulmani ed eletto dal nuovo Egito post-Mubarack, ha ricevuto innumerevoli critiche da parte di associazioni per i diritti umani in quanto, per esempio, non riconosce la supremazia del diritto internazionale in tema di diritti umani.

Al tempo stesso, la Costituzione approvata dopo le proteste della primavera araba, considera come principi cardine della giurisprudenza i fondamenti della Sharia, e non solo: nel nuovo testo costituzionale è “saltato” il riferimento ai diritti delle donne: la dicitura «la donna è in uno stato di parità con gli uomini nel campo della vita politica, sociale, culturale ed economica», già contenuto nella Costituzione del 1971, è bellamente scomparso.

Non solo. Mentre negli ultimi mesi sono tornati a protestare in piazza contro Morsi gli stessi movimenti che avevano costretto Mubarack alle dimissioni, e mentre continuano gli scontri tra cristiani e mussulmani, anche i comici finiscono in prigione. Il comico Bassem Youssef (nella foto), si era fatto conoscere su YouTube proprio durante la “primavera” prendendosi gioco dei racconti “di regime” che faceva la televisione di stato delle proteste in corso.  È poi arrivato in tv riuscendo a raccogliere fino a 5milioni di spettatori. Alla vigilia di Pasqua, però, è scattato l’arresto. L’accusa è quella di aver «insultato» l’Islam e il presidente Mohamed Morsi». E uscito a breve dietro cauzione. L’arresto è arrivato dopo quattro denuncie ricevute dai sostenitori del presidente che lo accusano di farsi beffe dello stesso Morsi, dei Fratelli musulmani e dei salafiti.

E non è andata meglio ad un’altro comico: Ali Kandil, un attore teatrale, è accusato di “blasfemia” per aver “insultato” i musulmani in una sua performance. Fermato e interrogato, è stato liberato una settimana fa dopo aver pagato una cauzione di 570 euro. Kandil, davanti ai giudici, ha respinto le accuse e rivendicato quanto detto nel corso dello spettacolo. Un uomo coraggioso, che dice pane al pane e vino al vino. E che magari avrebbe da insegnare un po’ di politica ad altri comici che bazzicano dalle nostre parti.

Written by federicomello

April 10, 2013 at 1:49 pm

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Il senso di Grillo per il golpe

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Quanto gli piace a Grillo parlare di golpe, colpo di stato, colpetto di Stato. Oggi è il giorno dei “golpisti” dei partiti che non sono d’accordo a dare il via libera alle Commissioni Parlamentari senza prima che ci sia un governo. Ma in questi anni, sul suo blog, i “colpi di stato” denunciati da Grillo e Casaleggio sono stati tantissimi. Ne abbiamo fatto una carrellata, senza alcuna possibilità di essere esaustivi.

Il 9 gennaio 2007, con Prodi al governo, il “golpe” è quella della legge elettorale: «Questo governo è stato eletto per cancellare questa porcata. Non per discuterla con gli allevatori di porci. C’è stato un golpe. Tutti lo sanno. Nessuno dei partiti lo ha subito. Solo gli italiani» scrive Grillo.

Ma c’è stato un altro colpo di stato, anche il sei marzo 2010. «Da questa notte l’Italia non è più, ufficialmente, una democrazia. Napolitano ha firmato il decreto della legge interpretativa del Governo che rende alcuni italiani più uguali degli altri. Le leggi d’ora in poi saranno interpretate, ogni volta che converrà a loro, da questi golpisti da barzelletta e, alla bisogna, interverrà un presidente della Repubblica che dovrebbe essere messo sotto impeachment per alto tradimento». A dire la verità, di quale misura parla, non ce ne ricordiamo più. Un po’ soft come colpo di stato.

Non mancano le varie declinazioni; su beppegrillo.it, il 28 giugno del 2011 è il “terzo polo, mandante il Pd” a tentare «un golpe sull’acqua per vanificare l’esito del referendum».

E ci sono gli inviti diretto al “colpo di stato”. In due occasioni: il 16 giugno 2009 quando invita le forze dell’ordine: «Fatelo voi, mentre il nano è fuori. Un piccolo golpetto, un golpettino. Un golpettino di quelli morbidi, senza feriti, senza morti. Senza niente. Cento persone». E poi nel post cult-eversivo del novembre 2012, “Soldato blu” quando rivolto ai poliziotti li esorta: «Non ti ho mai visto colpire un politico corrotto, un mafioso, un colluso con la stessa violenza. Ti ho visto invece scortare al supermercato una senatrice o sfrecciare in moto affiancato ad auto blu nel traffico, a protezione di condannati in giacca e cravatta, di cosiddetti onorevoli».

Presto i golpisti diventano altri. Soprattutto Monti e i tecnici.

Prima il 15 novembre 2011 con “Il colpo di spread” che “ha sostituito il vecchio colpo di Stato”.

Quindi, di lì a breve, il 19 novembre 2011, appena insediato Monti, ecco “tecniche di colpo di stato“. «Ora i tecnici sono al potere. Monti potrà essere un onest’uomo, ma il suo governo è un colpo di Stato, l’ultimo dei tanti in questo Paese narcotizzato. Loro non si arrenderanno mai (ma gli conviene?). Noi neppure».

Si avvicinano le elezioni. E, volta per volta, il colpo di stato si individua chiaramente sia in chi vuole cambiare la legge Calderoli, sia nella legge stessa.

Il 9 novembre 2012 altro colpo di Stato questa volta contro le modifiche al Porcellum: «Ora, di fronte al colpo di Stato del cambiamento della legge elettorale in corsa e al tetto del 42,5% per il premio di maggioranza per impedire a tavolino la possibile vittoria del M5S e replicare il Monti bis, la UE tace».

Ma il 29 novembre del 2012, sfumata la possibilità di cambiare la legge “porcata” cambia tutto: è “Colpo di stato all’italiana” per mano della “legge porcata di Calderoli”, della “nomina di Rigor Monti” e “dell’election day”.

Finito? Non ancora. Il 30 dicembre 2012 Grillo dà voce a un esodato secondo il quale la sua situazione è causata da “un colpo di stato di Confindustria”: «è stata Confindustria a fare questo golpe, non c’è niente da fare, che poi anche quella mezza sinistra l’abbia sostenuto per rimanere sul carro è un’altra cosa»

E arriviamo ad oggi dove «Il golpe è iniziato da anni. Un golpe alla luce del sole per delegittimare e svuotare il Parlamento».

Insomma, in Italia ci sono più colpi di stato che governi. Se volessimo fare una citazione suggeriremmo al “comico” che “le parole sono importanti” e forse sarebbe meglio usarle con più cura. Ma così daremmo spazio ad un chiaro “intellettuale radical-chic del PdlmenoL”. Della Ka$$ta insomma. Meglio un bel colpo di stato: uno più uno meno…

Written by federicomello

April 9, 2013 at 6:11 pm

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Caro Claudio, caro Enrico

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Il faccia a faccia tra Messora e Mentana. In onda ieri sera, su Twitter.

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Written by federicomello

April 9, 2013 at 9:01 am

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Crimi e Lombardi secondo Glob

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Imitazione riuscita – andata in onda venerdì.

Written by federicomello

April 8, 2013 at 3:28 pm

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Tutta colpa delle Ellit

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Ce l’ha con le “ellit” la senatrice cittadina 5Stelle su Twitter. I risultati, in effetti, sono disastrosi.

twitt

 

Written by federicomello

April 7, 2013 at 8:42 pm

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Giuda, i traditori, Becchi e i maiali

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Il professore filo-grillino le canta chiare ai grillini che vorrebbero ragionare con la loro testa. Dissidenti che vanno trattati come traditori, dice. Senza offese, ma Becchi, professore senza arte né parte rimesso in vita da un grillismo a corto di idee, sembra uno dei maiali de La fattoria degli animali. Si è alzato in piedi. Ed è concesso solo a quelli “più uguali degli altri”.

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Written by federicomello

April 5, 2013 at 12:53 pm

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