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Archive for January 2014

EDWARD SNOWDEN, WHISTLE-BLOWER

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Ecco l’editoriale con cui il New York Times si è schierato a difesa dell’ex collaboratore della National Sicurity Agency NSA. Traduzione in italiano di Federico Mello e Andrea Casadio.

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ImageSette mesi fa il mondo per la prima volta venne a sapere che la National Security Agency aveva ficcato il naso dentro la vita di centinaia di milioni di persone negli Stati Uniti e nel mondo, raccogliendo informazioni sulle loro telefonate, le loro mail, i loro amici e i loro contatti, su cosa facevano giorno e notte. Il pubblico ha potuto così sapere in dettaglio come l’agenzia ha oltrepassato il suo mandato e abusato della sua autorità, creando indignazione sia tra la gente comune che nelle stanze del congresso, che ora potrebbe finalmente porre un limite a queste pratiche.

Questa rivelazioni hanno anche spinto due giudici federali ad accusare la NSA di avere violato la costituzione (anche se un terzo giudice, sfortunatamente, ha ritenuto che questa rete di sorveglianza fosse legale). Un gruppo di esperti nominati dal presidente Obama ha condannato con forza l’invasione della privacy da parte dell’agenzia e ha chiesto una decisa riorganizzazione delle sue operazioni.

Tutto ciò è stato possibile grazie alle informazioni fornite ai giornalisti da Edward Snowden, l’ex collaboratore della NSA che ha sottratto un enorme tesoro di documenti riservati dopo aver maturato una delusione profonda a causa dei metodi voraci dell’agenzia. Mr. Snowden adesso vive in Russia, in fuga dalla accuse Usa di spionaggio e furto, e sta correndo il rischio di passare il resto della sua vita guardandosi le spalle.

Considerando l’enorme valore delle informazioni che ha rivelato, e gli abusi che ha svelato, Mr. Snowden non merita di passare il resto dei suoi giorni tra fuga, esilio e paura. Avrà anche commesso un crimine, ma ha reso al suo Paese un grande servizio. É arrivato il tempo che gli Stati Uniti offrano a Mr. Snowden un patteggiamento o qualche forma di clemenza che gli possa permettere di tornare a casa, di ricevere una pena sostanzialmente ridotta alla luce del suo ruolo di informatore, e di poter avere la speranza di mettere la sua vita al servizio della battaglia a favore di una maggiore privacy e di una sorveglianza più attenta della comunità di intelligence, ora fuori controllo.

Mr. Snowden è accusato di aver violato due volte l’ Espionage Act per avere reso pubbliche informazioni riservate e di avere sottratto atti di proprietà del governo. Queste tre accuse portano ognuna a una pena di 10 anni di prigione e, quando il caso verrà presentato al gran jury, il governo è praticamente certo di poter aggiungere altre accuse che porteranno all’ergastolo, sentenza che comprensibilmente il signor Snowden sta cercando di evitare.

Il presidente Obama ha detto ad agosto che Mr. Snowden dovrebbe tornare negli Usa per affrontare il processo e suggerisce che se il signor Snowden intendeva evitare le accuse avrebbe potuto semplicemente riferire ai suoi superiori gli abusi comportandosi, in altre parole, da gola profonda.

“Se il problema era di far arrivare queste informazioni al pubblico, io stesso, ben prima del caso Snowden, ho firmato una disposizione esecutiva che fornisce per la prima volta protezione dall’intelligence a chiunque volesse fare rivelazioni (“whiste-blower”) ha detto Mr. Obama in una conferenza stampa. “Quindi, chi aveva problema di coscienza e intendeva mettere in discussione l’operato del governo, aveva altre strade a disposizione”.

In realtà, l’ordine esecutivo non si applica ai collaboratori esterni, ma solo ai dipendenti dell’agenzia, rendendo impossibile qualsiasi protezione per Mr. Snowden. Ancora più importante, il signor Snowden ha riferito pochi giorni fa al Washington Post di aver informato due superiori dell’agenzia, mostrando loro il volume dei dati raccolti dalla NSA e come questi non fecero nulla a riguardo (la NSA dice che non ci sono prove di ciò). Questo è avvenuto quasi sicuramente perché l’agenzia e i suoi capi non considerano questi programmi di raccolta di dati un abuso e non avrebbero mai agito in base alle preoccupazioni di mr. Snowden.

Col senno di poi, Mr. Snowden aveva tutte le ragioni di ritenere che l’unico modo per svelare come l’intelligence raccogliesse informazioni fosse di rivelarlo direttamente al pubblico e lasciare che il risultante furore popolare facesse quello che i suoi superiori si rifiutavano di fare. Al di là della raccolta massiccia di dati riguardanti il traffico internet o telefonico, fermatevi a considerare solo alcune delle violazioni che egli ha rivelato, o le azioni legali che ha provocato:

  • La Nsa ha violato violato leggi federali sulla privacy, o è andata al di là della sua autorità almeno migliaia di volte all’anno, secondo lo stesso ispettore interno all’agenzia.
  • L’agenzia ha violato i siti dei maggiori centri di raccolta di dati del pianeta, spiando centinaia gli account di milioni di utenti e facendo infuriare le compagnie Internet proprietarie di quei centri.
  • La Nsa ha sistematicamente minato i sistemi di crittografia dei dati su Internet, rendendo di fatto impossibile sapere se dati sensibili bancari o sanitari siano davvero privati oppure no, e danneggiando attività economiche che si basano su questo vincolo di fiducia.
  • Le sue rivelazioni hanno permesso di fare sapere a tutti che James Clapper Jr., direttore della agenzia nazionale di spionaggio, ha mentito al Congresso quando in marzo sotto giuramento ha testimoniato che la Nsa non stava raccogliendo dati su milioni di americani. (Se questa menzogna meriti d’essere punita non è stato ancora oggetto di discussione.)
  • La Corte Internazionale di Sorveglianza dell’Inteligence ha rimproverato la Nsa per avere ripetutamente fornito informazioni fuorvianti circa le sue attività di sorveglainza, secondo una sentenza resa pubblica a causa dei documenti forniti da Snowden.
  • Un giudice federale appena un mese fa ha sentenziato che il programma di raccolta di dati telefonici probabilmente viola il Quarto Emendamento della Costituzione. Ha definito il programma “quasi orwelliano” e ha detto che non c’era prova che esso avesse fermato sul nascere un qualsiasi atto di terrorismo imminente.

La petulante brigata dei suoi critici sostiene che Mr. Snowden ha inferto danni profondi alle operazioni di intelligence degli Stati Uniti, ma nessuno ha presentato la benché minima prova che le sue rivelazioni abbiano davvero danneggiato la sicurezza della nazione. Molti di questi massivi programmi di raccolta dati che Mr. Snowden ha svelato al pubblico funzionerebbero altrettanto bene anche se fossero ridotti nello scopo e riportati ad una più stretta sorveglianza, come ha raccomandato il gruppo di esperti presidenziale.

Quando qualcuno rivela che ufficiali governativi hanno ripetutamente e deliberatamente violato la legge, quel qualcuno non dovrebbero rischiare una condanna all’ergastolo per mano del governo stesso. Questa è la ragione per cui Rick Ledgett, che è a capo della task force della Nsa che s’occupa del caso Snowden, ha di recente affermato a Cbs News che potrebbe prendere in considerazione una amnistia nei confronti di Mr. Snowden nel caso egli si astenesse dal fare rivelazioni ulteriori.

E è questa la ragione per cui il Presidente Obama dovrebbe dire ai suoi assistenti che dovrebbe trovare il modo di porre fine alla continua denigrazione di Mr. Snowden e fornirgli invece un incentivo per permettergli di tornare in patria.

Written by federicomello

January 2, 2014 at 12:16 pm

Posted in #orwell